Immagina di svegliarti una mattina con una melodia perfetta in testa. Non qualche nota confusa rimasta da un sogno. Una canzone. Una di quelle melodie che sembrano esistere da sempre.
Ora immagina di essere Paul McCartney.
La prima reazione potrebbe essere: sono un genio. La sua fu praticamente l'opposto:
"Questa l'ho rubata a qualcuno."
Ed è così che comincia la storia di una delle canzoni più famose di sempre.
Una canzone arrivata durante la notte
McCartney ha raccontato molte volte la scena. Si trovava a Londra, a casa della famiglia della sua allora fidanzata Jane Asher, quando una mattina si svegliò con quella melodia in testa. Nella stanza c'era un pianoforte. Paul si alzò e cercò immediatamente le note.
La melodia era lì. Completa. Ed era proprio questo il problema.
Gli sembrava impossibile aver composto nel sonno qualcosa di così definito. Anni dopo avrebbe raccontato ancora di essersi chiesto se non fosse magari una vecchia melodia di Cole Porter, Fred Astaire o qualcun altro che il suo cervello aveva semplicemente riesumato durante la notte.
Il termine moderno sarebbe criptomnesia: ricordare qualcosa senza rendersi conto che è un ricordo e scambiarlo per un'idea nuova. Paul non conosceva ancora la risposta. E prima di prendersi il merito voleva essere sicuro.
"Conoscete questa canzone?"
Cominciò quindi una specie di indagine musicale. La suonò a John Lennon. A George Martin. Agli altri Beatles. Ad amici e conoscenti. La domanda era sempre la stessa: "Cos'è questa melodia?"
Nessuno lo sapeva. Nessuno la riconosceva. McCartney continuò a chiedere in giro per settimane, finché dovette prendere in considerazione l'ipotesi più assurda di tutte: forse l'aveva scritta davvero lui.
Paul stesso ha raccontato che, dopo aver interrogato persone con una conoscenza musicale enorme senza ottenere risposta, arrivò alla conclusione che quella melodia dovesse essere originale. Rimaneva soltanto un piccolo dettaglio.
Non c'erano le parole.
Curiosità: "Scrambled Eggs"
Per non dimenticare la melodia, McCartney ci appoggiò sopra delle parole provvisorie. E così uno dei brani più malinconici della storia della musica nacque con un titolo leggermente meno poetico: "Scrambled Eggs". Uova strapazzate. Il testo provvisorio parlava addirittura di quanto gli piacessero le gambe della sua ragazza. McCartney ha confermato più volte quel buffo testo-segnaposto, utilizzato semplicemente per ricordare la metrica della melodia. In qualche universo parallelo milioni di persone stanno ancora accendendo gli accendini ai concerti mentre Paul canta una struggente ballata sulle uova strapazzate.Da una colazione a "Yesterday"
Durante un viaggio in Portogallo con Jane Asher arrivarono finalmente le parole. Il titolo diventò Yesterday. E improvvisamente quella melodia sognata aveva trovato la propria storia: nostalgia, perdita, rimpianto. Una canzone estremamente semplice, almeno in apparenza. E molto diversa dai Beatles che il pubblico conosceva.
Quando arrivò il momento di registrarla, gli altri tre Beatles non trovarono praticamente nulla da aggiungere. La registrazione vide McCartney accompagnato dalla sua chitarra e da un quartetto d'archi: fu la prima incisione dei Beatles a essere eseguita da un solo membro del gruppo.
Ed è forse la parte più bella della storia. Una delle melodie più riconoscibili della musica pop non nacque davanti a un pianoforte dopo ore di lavoro. Arrivò mentre il suo autore dormiva. Poi trascorse settimane a cercare di dimostrare di non averla scritta.
Forse le idee funzionano proprio così
Chiunque abbia scritto una canzone conosce almeno un po' quella sensazione. Trovi un giro di accordi. Una melodia. Un riff. E subito pensi: aspetta, questa cosa esiste già?
Nel caso di Paul McCartney la risposta era no. Quella mattina il suo cervello gli aveva fatto un regalo. Per fortuna lui ebbe l'intelligenza di alzarsi dal letto e suonarlo prima che sparisse. E soprattutto ebbe quella di cambiare titolo.