Esistono storie che, se riguardassero qualsiasi altro essere umano, liquideremmo immediatamente con: "Ma figurati." Poi c'è Keith Richards. E improvvisamente tutto diventa plausibile.

Nel 2007 il chitarrista dei Rolling Stones rilasciò un'intervista a NME. Gli chiese quale fosse la cosa più strana che avesse mai sniffato. Una domanda che già di per sé, rivolta a Keith Richards, dimostra un certo coraggio.

La risposta fece esplodere internet e giornali.

Suo padre.

Aspetta. Cosa?

Bert Richards, padre di Keith, era morto nel 2002. Keith raccontò di aver preso parte delle sue ceneri e di averle inalate. Nella prima versione pubblicata da NME compariva anche la cocaina. Ed è qui che comincia uno dei più meravigliosi casini comunicativi della storia del rock.

La notizia fece immediatamente il giro del mondo. Perché naturalmente lo fece. Non capita tutti i giorni di scrivere il titolo: "Keith Richards si è sniffato suo padre." Anche per gli standard dei Rolling Stones era notevole.

"Era una battuta!"

Poco dopo arrivò la smentita. La manager Jane Rose disse che Keith stava scherzando. Lo stesso Richards diffuse una spiegazione diversa e negò la storia della cocaina. Reuters riportò la rettifica il giorno successivo.

Caso chiuso? Assolutamente no. Perché qualche mese dopo Keith Richards decise di fare la cosa più Keith Richards possibile.

Riaprì il caso.

Curiosità: la versione definitiva in tre atti

Nell'agosto del 2007 Richards tornò sull'argomento. Spiegò che la parte relativa alla cocaina era sbagliata. Ma raccontò che, aprendo l'urna del padre, una piccola quantità di cenere era finita sul tavolo. E sì: disse di averla effettivamente inalata. Quindi ricapitoliamo. Prima: "Ho sniffato mio padre con la cocaina." Poi: "Era una battuta." Infine: "La cocaina no. Mio padre sì." Perfetto. Tutto chiarissimo. Grazie Keith.

Dietro la follia c'era suo padre

La storia fa ridere perché è talmente assurda da sembrare scritta apposta per alimentare il mito di Richards. Ma dietro c'è anche qualcosa di più personale.

Keith e suo padre Bert erano stati lontani per molti anni, prima di riavvicinarsi. Negli ultimi anni del padre recuperarono il loro rapporto. Bert arrivò a vivere nella proprietà del figlio in Connecticut e i due trascorrevano del tempo insieme. Quando Bert morì, Keith ne fu profondamente colpito.

Vista così, quella storia rimane completamente folle. Ma diventa anche stranamente affettuosa. Nel modo più Keith Richards possibile, naturalmente.

L'uomo che è diventato una leggenda mentre era ancora vivo

Il problema — o forse il vantaggio — di Keith Richards è che ormai il personaggio e la persona sono praticamente inseparabili. Droga, arresti, incidenti, tour interminabili, cadute, decenni di rock'n'roll. E quella faccia che sembra aver assistito personalmente alla nascita dell'Impero Romano.

Richards ha contribuito lui stesso a costruire questa mitologia, raccontando spesso la propria vita con humour e senza preoccuparsi troppo di rendere semplice il lavoro a chi deve distinguere la battuta dal fatto.

Ed è probabilmente per questo che la storia delle ceneri continua a circolare. Perché se qualcuno vi dicesse "un musicista ha sniffato le ceneri del padre", la prima domanda sarebbe:

"Keith Richards?"

E questo, in fondo, dice già tutto.

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